Un ricettario per raccogliere tutte le mie ricette...quelle facili e veloci e quelle un pò complicate ma tutte provate con successo (i pasticci preferisco dimenticarli)

Visualizzazione post con etichetta pranzo della domenica. Mostra tutti i post
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domenica 12 maggio 2013

salsiccia e patate saltate con birra e rosmarino… per salutare gli alpini

Oggi dopo la sfilata si conclude l’87 adunata nazionale degli alpini, che quest’anno è stata nella mia città a Piacenza, ed è stata una festa continua migliaia di alpini che hanno occupato la città, la nostra casetta (abito con mio marito in un bilocale in centro) attorniata da birrerie a cielo aperto, e musica dal vivo e una festa continua giorno e notte… e ora sta’ per finire tutto, sigh!

Ho imparato un sacco di cose degli alpini, che mangiano tante cose, io sulla mia pagina di fb mi lamentavo di non aver nessuna ricetta adatta a loro… invece dato che se c’è una festa è bene fare festa, ho mangiato di tutto, pollo allo spiedo, salsicce, verdure grigliate, insalate, patate fritte e al forno, bicchieri di frutta, spiedini di pesce e spaghetti allo scoglio buonissimi… tutti con a fianco persone gentili con cui chiacchierare.

salsiccia e patate saltate con birra e rosmarino…

Altra cosa che proprio mi ha colpito, gli alpini di tutte le età non bevono il vino ma la birra… fiumi di birra Moretti che è stata uno degli sponsor ufficiali dell’adunata, e che è anche la birra che uso in questa ricetta, la conosco molto bene, e mi hanno chiesto di pensare a delle ricette con alcune delle svariate birre che Moretti propone, nel suo sito puoi trovare un sacco di informazioni birramoretti.it.

Non sembra anche a te un cerchio che si chiude?

salsiccia e patate saltate con birra e rosmarino…

Per questa ricetta molto semplice e veloce, ho pensato di usare, la birra Moretti Doppio malto, che con il suo gusto inconfondibile, deciso ed aromatico, è perfetta con la salsiccia e le patate.

salsiccia e patate saltate con birra e rosmarino…

ingredienti per 4 persone

800gr di salsiccia, tipo luganega

1,5kg di patate, a pasta gialla

1 birra Moretti Doppio Malto

rosmarino

sale

Metti sul fuoco una pentola media piena per metà di acqua, nel frattempo, pela le patate e tagliale a fette tutte della stesso spessore, io circa mezzo centimetro. Quando l’acqua bolle, aggiungi una manciata di sale grosso e le fette di patata, non devi portarle a cottura ma dovranno essere cotte a metà. 5-10 minuti circa o meno.

Nel frattempo in una grande padella antiaderente metti a scaldare 2 cucchiai di olio e la salsiccia tagliata a tocchetti, falla rosolare per bene girandola spesso con 2 palette.

Aggiungi alla salsiccia dorata, le patate tagliate a fette, cotte per metà e la birra intera, con 2 bei pizziconi di sale fino ed l rosmarino, cuoci a fiamma moderata per un poco, mescolando con cura, quando le patate saranno cotte, alza la fiamma e fai evaporare tutto il liquido, aggiusta di sale.

salsiccia e patate saltate con birra e rosmarino…

E’ già pronto, servi le tue salsicce con patate profumate e fumanti con 4 belle birre Moretti Doppio malto.

i miei appunti

Questo è il modo più veloce per cucinare questo piatto, se però nel frattempo hai qualche altra cosa da fare, puoi infilare gli ingredienti che metteresti nella padella in una teglia ed infornare a 180°, statico. Gli unici accorgimenti da prendere sono, ridurre la birra a metà e girare salsiccia e patate quando saranno dorate. 1 volta sola quindi.

Se non riesci a trovare la birra Moretti a Doppio malto puoi usare la moretti classica, il piatto sarà un po’ differente sia in sapore che in profumo… ma è veramente buono comunque ;-)

Se ti piace questa ricetta puoi guardare anche le altre che hanno come ingrediente la birra

Focaccia di farro alla birra

Spezzatino con castagne birra e senape

Pollo alla birra rossa e basilico

lunedì 31 dicembre 2012

meat pie, il secondo vestito del mio spezzatino

Oggi finisce l’anno, periodo di festeggiamenti e bilanci… ma dato che preferisco guardare avanti, che indietro, soprattutto scriverne, ho deciso di cercare di darmi degli obbiettivi, per migliorarmi un po’ (tra i tanti difetti che ho sono realista e so’ che c’è tanto da fare, ma è meglio fare piccoli passi alla volta che uno troppo grande da affrontare) e dedicherò Gennaio alle mancanze che ho avuto qui nel blog… Prima cosa, sono altamente smemorata, leggo i commenti, mi impegno in un sacco di cose che voglio fare ma poi mi scordo e il tempo passa… e non ho più il tempo di rimediare… certo faccio tante cose e bla bla bla niente scuse!!!

Oggi ho ascoltato un consiglio di Paola, mi ha consigliato una ricetta delle sue, british come il mio contest, la sua ricetta è qui, decisamente diversa ma anche molto simile soprattutto nel concetto, ritrovarsi a casa una carne cucinata con un bel sughino e riproporla in una nuova veste… Grazie Paola!!! Io la carne l’avevo cotta apposta, per rivestirla e finire l’anno un pochino migliore…Ho ascoltato il consiglio di un’amica foodblogger,(cosa che mi capita spesso ma poi mi manca la macchina, la luce il tempo e non viene mai un post)… e questa volta poi ne ho fatto un post!!! Secondo me molto bello perché anche se la carne non piace a nessuno nei post e in pochi se li filano io ho adorato la sua ricetta e la mia… la mia è ovviamente più rapida, tempo di festeggiamenti è anche tempo di super lavoro per i commercianti (non pensare a guadagni stellari, ma a tante ore di freddo coi clienti o senza, una bella torta a casa così che ti aspetta cancella tutto non ti preoccupare).

Ah! E BUON ANNO prima che me lo scordo ;-P

meat pie, il secondo vestito del mio spezzatino

ingredienti

meat pie, il secondo vestito del mio spezzatino

Accendi il forno a 180° ventilato.

Fai in modo con la panna di raccogliere tutto il sugo dello spezzatino fino a formare un’ unica crema.

Fodera uno stampo da 24 cm con la pasta brisè e la sua carta da forno, bucherella il fondo con i rebbi di una forchetta, riempi lo stampo con lo spezzatino e la sua crema e copri con la pasta frolla.

Ritaglia l’ eccedenza delle due paste e sigilla i bordi pizzicandoli con le dita, spennella la superficie della torta con l’ uovo leggermente sbattuto, bucherella con i rebbi di una forchetta e aggiusta di sale e pepe.

Inforna per 20 minuti

Con questa ricetta partecipo, ovviamente fuori gara, al mio contest “English Recipes” che comprende sia ricette inglesi che ricette di cuochi inglesi… mi raccomando sto’ aspettando anche la tua ricetta ;-)

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sabato 29 dicembre 2012

spezzatino al vino rosso e cipolline nel saccoccio home made

Che poi diventerà una mitica torta salata… very british (come il mio contest “English recipes” mancano ti ricordi ;-) sono molto comodi da preparare sia lo spezzatino che la torta, di fatto si cucinano da soli, ma andiamo per ordine con lo spezzatino, ti consiglio di usare un vino che ti piace, per cucinare ne servirà un bicchiere, e il resto così potrai bertelo mangiando lo spezzatino, avrai un abbinamento a prova di sommelier(io ho fatto il primo corso e ti assicuro che questo è l’abbinamento più facile di tutti ;-) e in più uno piatto che proprio è su misura per te… io ho scelto La Segreta della cantina siciliana Planeta (mi piace molto questa cantina, e questo vino ricco, profumato ma non troppo complesso)(ah! infatti l’ho scelto come vino per il mio matrimonio :-)

spezzatino al vino rosso e cipolline nel saccoccio home made

Di spezzatini nel sacchetto te ne ho già parlato in un’altra ricetta, spezzatino con castagne e birra nel sacchetto, che amo questo tipo di cottura, ma preferisco dosare le spezie a modo mio e quelle che mi piacciono di più come il pepe appena macinato e le erbe aromatiche fresche fresche…

 

spezzatino al vino rosso e cipolline nel saccoccio home made

spezzatino al vino rosso e cipolline nel saccoccio home made

 

ingredienti per 4 persone, (o il necessario per due Meat pie)

  • 800gr di manzo per spezzatino, io uso la pernice
  • 750gr di cipolline crude piatte, pelate
  • 2 rami di rosmarino
  • 2 rami di salvia
  • 1 bicchiere grande di vino rosso
  • pepe e sale
  • 2 sacchetti per la cottura nel forno…di quella marca famosa, dai che hai capito!!!

 

Accendi il forno a 180°, statico.

Prepara una teglia, e prendi due sacchetti adatto alla cottura in forno (ho preferito usarne due perché la quantità di cibo tra carne e cipolle mi sembra tanta per un sacchetto unico), inserisci dentro i sacchetti dividendo in parti uguali gli ingredienti la carne di manzo le cipolle, il rosmarino e la salvia, il vino e aggiungi una generosa macinata di pepe e un pizzicone di sale (per L’olio è capitato come l’altra volta volevo metterlo, ma me lo sono dimenticato ed era perfetto comunque, quindi niente).

Chiudi i sacchetti con l’apposito legaccio. Appoggia i sacchetti con  il ciuffo in alto, (anche se nelle istruzioni dicono di metterlo di lato ma ho provato un sacco di volte nei miei vari esperimenti e se si forma troppo liquido, poi esce e fa’ un pasticcio nel forno.

Inforna per 2 ore, meglio 3, ma dipende molto dalla dimensione dei pezzi di carne e dal tipo, quella che scelgo io, più cuoce più diventa tenera quindi se hai dei dubbi chiedi al tuo macellaio, ci sono tagli di carne più nobile che cuociono in molto meno tempo.

Apri i sacchetti e controlla la cottura, e la densità del sughetto che fa’ diventare speciale lo spezzatino, se è denso puoi aggiungere un poco di acqua calda e finire la cottura ne sacchetto, se è troppo liquido, puoi farlo evaporare, rapidamente rovesciando il contenuto del sacchetto in una larga padella antiaderente con fuoco dolce (5 minuti al massimo), o più lentamente in una teglia da forno (15-20minuti).

 

i miei appunti

questa tipo di cottura mi piace molto, e sto’ sperimentandola in varie preparazioni anche frutta, verdura e pesce, quindi se mi segui e ti piacciono le cose che si cuociono da sole fai una bella scorta di questi benedetti sacchetti. 

a presto con la fase 2 la meat pie ;-)

venerdì 14 dicembre 2012

Canederli agli spinaci e Trentingrana

Paola, che di recente ho scoperto essere un’aitante segreta di Santa Lucia, ha fatto dei regali pure a me… si si che brava proprio proprio non la sono stata ;-) mi ha regalato  (con formaggi del Trentino) oltre ad un dolce grembiule, due dolcissimi spicchi di Trentingrana… Allora ho pensato di regalargli questi canederli che da un’emiliana come me, sono la cosa più trentina che mi è venuta in mente… E’ periodo di docetti ma mio marito si era un po’ stufato dei biscotti (valli a capire gli uomini ;-) allora mi sono buttata a stufare porri e fondere burro e a fare a quadrettini il pane raffermo, quanto vorrei essere in Trentino quando ho voglia di preparare i canederli, dal panettiere trovi quei bei sacchettoni con scritto pane da canederli, fantasici!!!

Canederli agli spinaci e Trentingrana

IL Trentingrana mi piace perché, è dolce (da qui ho pensato ad una ricetta con ingredienti tutti dal sapore delicato) si riesce con facilità a farlo diventare una scaglia perché ha una consistenza ottimale per potere un poco giocare in cucina… E tutte le volte che lo mangio mi sento in montagna, cosa non da poco per chi abita nella pianura padana eheheh!

Se sei come me, e in questo periodo mangeresti solo latte e biscotti, vai qui e trovi tutti quelli che ho fotografato per ilricettariodicinzia in questi anni.

Canederli agli spinaci e Trentingrana

ingredienti per circa 10 canederli

  • 2oogr di spinaci lessati e strizzati
  • 150gr pane raffermo, tagliato a cubettini
  • 2 uova
  • 1 porro piccolo o una cipolla bianca
  • 50gr Trentingrana, grattugiato
  • 50ml di latte
  • 1 cucchiaio di farina
  • 4 cucchiai di burro
  • noce moscata
  • sale e pepe
  • scaglie di Trentingrana per servire

In una padella antiaderente fai rosolare il porro (o la cipolla) a fettine sottili con 2 cucchiai di burro, quando sarà diventato trasparente aggiungi gli spinaci e falli rosolare per bene amalgamandoli con il porro. poi spegni il fornello.

In una capace terrina versa gli spinaci aggiungi le uova, sempre mescolando il pane a quadrettini, lo so sembra tantissimo ma è giusto così, il latte, il Trentingana grattugiato e il cucchiaio di farina, mescolare ora sarà più difficile (perfetto) allora sale 4 pizziconi, pepe e noce moscata con moderazione.

Copri e lascia riposare per almeno 15 minuti mezz’ora meglio.

Metti a bollire una pentola di acqua grande, più è grande prima finisci, cioè più canederli puoi cuocere alla volta.

Per formare i canederli, puoi usare le mani e farli tondi o 2 cucchiai e saranno oblunghi, dato che era un po’ che non mi esercitavo con i cucchiai ho preferito fare nel secondo modo, sono come quenelle, è meglio non perderci la mano ;-)

Se usi i cucchiai hai anche la fortuna che ti vengano più o meno della stessa misura, a mano finisce come con le polpette…

Prepara tutti i canederli e paoggiali su di un vassoio cosparso delle briciole del pane che sicuramente avrai formando facendo i cubettini, o del pangrattato, io li ho fatti rotolare dento leggermente, sono certa che non sia una maniera trentina, ma ero più tranquilla in cottura.

Appoggia nell’acqua bollente 4 o 5 canederli per volta devono avere molta acqua per cuocere e quindi dosati un po’ con la tua pentola. in 5 minuti sono cotti, quindi preparati con la schiumarola e la padella antiaderente (puoi usare anche quella di prima) con 2 cucchiai di burro fuso, però spenta.

Pesca un canederlo alla volta e fallo sgocciolare per bene prima di appoggiarlo nella padella con il burro, continua così fino che la padella sarà piena, accendi il fuoco e fai dorare i canederli da tutti i lati.

Servi caldi con abbondante scaglie di Trentingrana

i miei appunti

Puoi prepararli anche il giorno prima,  poi cuocerli all’ultimo momento oppure, se sei veramente di corsa, cuocerli tutti, passarli nel burro, metterli in frigorifero e (si conservano anche 3 giorni) al momento di consumarli  passarli al microonde con qualche fiocchetto di burro e un po’ di Trentingrana 3 minuti a 600W.

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giovedì 29 novembre 2012

Risotto all’ Amaro Averna melograna e gongorzola con riduzione di Amaro

Anche io sono un blogger contattata per partecipare a Averna Foodblogger VS La Mantia, se non sai cos’è te lo spiego subito, Il grandissimo Chef Filippo la Mantia ha preparato un menù incredibile per Natale con l’amaro Averna, Menù di natale made in Sicily tre ricette da copiare assolutamente, e Averna ci ha sfidato a creare dei piatti per una sfida virtuale, le nostre ricette saranno pubblicate e quella con più mi piace sarà la vincitrice… Facile no! Insomma…

Risotto all’ Amaro Averna melograna e gongorzola con riduzione di Amaro Risotto all’ Amaro Averna melograna e gongorzola con riduzione di Amaro

Ho cercato una ricetta che fosse proprio tipica del mio tavolo delle feste, il risotto alla melagrana (frutto buono, ma anche ricco di significati, e con un colore che fa risplendere il piatto) c’è tutti gli anni, a Natale se è a casa mia, oppure a capodanno.

L’ho provato e sistemato per essere perfetto con l’Amaro Averna, che mi stupiva molto usato in cucina ma in verità nel risotto è perfetto. L’Amaro è stato bilanciato dal dolce del melograno, ma l’agro che sta dietro al sapore del melograno accentuato dal liquore non si bilanciava con una normale mantecatura, quindi qui arriva il gorgonzola, che però rende il risotto più denso e grasso al palato e da qui l’aggiunta finale, cioè l’aumento di chicchi di melograno crudi che rinfrescano la bocca. La riduzione di Amaro Averna richiama il contenuto del risotto, ed è deliziosa.

Risotto all’ Amaro Averna melograna e gongorzola con riduzione di Amaro

Risotto all’ Amaro Averna melograna e gongorzola con riduzione di Amaro

Risotto all’ Amaro Averna melograna e gongorzola con riduzione di Amaro

ingredienti per 4 persone:

  • 350gr di riso carnaroli
  • 2 bicchieri da liquore di Amaro Averna
  • 2 scalogni
  • 1 melagana grande o 2 piccole, solo i chicchi
  • 100gr gorgonzola
  • 2 cucchiai di panna fresca
  • brodo di verdura o di pollo

per la riduzione di Amaro Averna

  • 2 bicchieri da liquore di amaro
  • 1 cucchiaio di zucchero

In una grande padella antiaderente, metti a dorare lo scalogno con 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, appena è dorata aggiungi il riso, fallo tostare e quando è cambiato di colore, sfuma con il primo bicchierino di Amaro Averna.

Porta a cottura il riso aggiungendo un paio di mestoli di brodo di verdura, mescolando spesso, circa a metà cottura aggiungi metà dei chicchi del melograno, e continua la cottura, alla fine aggiungi l’altro bicchierino di Amaro Averna mescola per bene e spegni il fuoco.

Fai mantecare il risotto con la panna e il gorgonzola a pezzi. Mescola con cura e aggiungi anche gli altri chicchi di melograno (tienine alcuni a parte per decorare)metti il coperchio e aspetta 2-3 minuti circa.

Per la riduzione, in un piccolo tegame antiaderente versa l’Amaro Averna e lo zucchero di canna, a fuoco medio mescola continuamente fino a che diventa denso e appiccicoso. Pronto.

Se vuoi impiattarlo, come me, sistema un coppapasta grande (del diametro di 10cm) al centro di un largo piatto, riempi con il risotto e schiaccialo per bene con una forchetta, sfila il coppapasta, decora con ciuffetti di chicchi di melograno e goccioline di riduzione di Amaro Averna.

mercoledì 2 maggio 2012

spaghetti integrali con crema di gamberi e noci pecan

Questa ricetta è della bravissima Spery, di Babà che Bontà, oggi per noi è il giorno dello scambio di ricette… Insomma partecipiamo al mio giochino “dai!, ci scambiamo una ricetta?” anche questa volta ho conosciuto una meravigliosa persona, mi sono subito trovata d’accordo con lei su tante cose e in più abbiamo lo stesso ristorante indiano preferito!!! Non è che siamo vicine di casa, le abita a 20 minuti da Venezia, e io vado a Venezia almeno 1 volta l’anno… Non posso farne a meno!

Io e Spery con rispettivi mariti ci troveremo assieme a mangiare del pollo tandoori… al mio prossimo pellegrinaggio a Venezia :-)

spaghetti integrali con crema di gamberi e noci pecan

Vabbè, smetto di raccontarti di noi e ti parlo di questa ricetta che si è inventata la mia amica, lo so che a solo leggere il titolo ti viene l’acquolina, a me è successo così, lei l’ha preparata con le noci tradizionali, io volevo darti una seconda versione della ricetta originale che trovi qui, e ho usato le pecan (dolci e profumate, con i gamberi secondo me potevano starci bene…) perfette! Anche se con il pesce questi spaghetti si preparano in 15 minuti, veloci e buonissimi cosa vuoi di più? Light? Vabbè alla dieta ci pensiamo domani (comunque non mi sembra troppo calorica, direi che le calorie sono tollerabili anche per una persona a dieta).

spaghetti integrali con crema di gamberi e noci pecan

ingredienti per 2 persone

  • 160gr di spaghetti integrali
  • 75gr di noci pecan
  • 15 gamberi (+4 per decorare il piatto)
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 spicchio di aglio, io l’ho dimenticato
  • 1 ciuffetto di prezzemolo
  • sale

Metti a bollire una pentola di acqua salata.

Togli le teste dei gamberi e puliscili dal carapace e dal filetto nero. Tuffali nell’acqua bollente per 2 minuti non di più!

Se i gamberi sono ben puliti puoi usare la sessa acqua per gli spaghetti!

Nel bicchiere del minipinner metti le noci, il prezzemolo, qualche grano di sale grosso e un cucchiaio di olio, aziona il tuo frullatore ad immersione fino a che le noci sono ben tritate, aggiungi olio a filo, per preparare una sorta di pesto di noci (se ti piace ricordati l’aglio.

Tieni da parte 4 gamberi per guarnire il piatto alla fine, e metti gli altri con la salsa alle noci, frulla con il minipinner, di olio ce n’è abbastanza se fai fatica a frullare aggiungi 2 cucchiai di acqua calda.

In un largo tegame (io sempre quello di Pedrini) fai rosolare le teste dei gamberi con l’olio che ti è avanzato dovrebbe essere 1 cucchiaio, ( ne puoi aggiungerne anche 1  di acqua), coloriranno e profumeranno la tua pasta. Togli le teste e aggiungi la crema di gamberi e noci pecan con un bel bicchiere di acqua della pasta (che con l’amido la rende cremosa ancora di più)

Scola gli spaghetti integrali molto al dente e conserva un paio di bicchieri di acqua di bollitura, versali nella padella  e finisci la cottura della pasta così… se serve aggiungi altra acqua.

Servili fumanti con i 2 gamberi e un ciuffetto di prezzemolo.

i miei appunti

Se non trovi le noci pecan, usa la ricetta di spery con le noci tradizionali… Ho letto in tanti commenti che le noci pecan non si trovano, io in negozio le ho magari anche il tuo fruttivendolo, ma ci sono anche nel supermercato dove vado a prendere la sfoglia e una mia amica mi ha consigliato un sito dove trovare tutti i prodotti che solitamente qui si faticano a trovare. E’ un sito francese My american market.

Oltre che buona questa pasta mi sembra molto elegante, ideale per una cena speciale o con ospiti, in tal caso puoi preparare la crema si gamberi e noci pecan in anticipo, e all’ultimo momento completare la ricetta, per non stare troppo tempo lontano dagli invitati (che è sempre scortese) ed evitare rumori di frullatori poco in tema con l’eleganza ;-)

 

Se vuoi partecipare al “dai! ci scambiamo una ricetta?” sei ancora in tempo, non scade mai, oltre a me che me lo sono inventata piace anche ad un bel gruppetto di blogger che sono già pronti per il quarto sorteggio i loro blog li trovi qui, le regole di questo non-contest le trovi qui.

2011-06-28

lunedì 23 aprile 2012

gnocchi con zucchine, feta e nocciole

Non è giovedì, giorno dei gnocchi, ma a casa mia è la Domenica, è vero che sono facili da fare, ma certo che ci vuole il suo tempo… Io sono stata fortunata, ho iniziato le pulizie di primavera in ritardo :-( e sono sommersa dai lavori di casa da fare, c’è chi usa i ponti per fare romantici week end io per il cambio degli armadi (ho deciso che ci voglio credere questa è la settimana giusta :-)e la mia suocerina mi è arrivata in soccorso con una bel vassoio di gnocchi. ( grazie :-)

Se vuoi preparateli da sola ci sono un sacco di ricette in giro…  Se sei troppo di corsa ti consiglio di trovare una gastronomia che li prepara con la stessa cura che useresti tu.

gnocchi con zucchine, feta e nocciole

I gnocchi sono leggeri? Non so, ma credo di si, li ho preparati con un sugo fresco e saporito… Se sei proprio tremendamente a dieta puoi usarlo anche per fare una pasta (farfalle, ruote, castellane… un formato un po’ simpatico non guasta).

gnocchi con zucchine, feta e nocciole

gnocchi con zucchine, feta e nocciole

Ingredienti per 2 persone

  • gnocchi per 2 (vabbè non li ho pesati, mi sono scordata si vede che avevo per la testa le tende da lavare… sii paziente)
  • 5 zucchine medio piccole, tagliate a bastoncini
  • 100 gr di feta, sbriciolata con le mani
  • 10 nocciole sgusciate, e rotte a metà (io ho usato un coltello grande, una botta secca con la lama sulla povera nocciola…)
  • 1 cucchiaio di olio extravergine

 

Metti a bollire una pentola di acqua di misura media. Per i gnocchi ci vuole spazio.

In un padella antiaderente, ben calda (io uso sempre quella di Pedrini) fai tostare le mezze nocciole, senza condimento, ci vorranno circa 2 minuti, torneranno 2-3 minuti.

Nella stessa padella, fai rosolare le zucchine con mezzo cucchiaio di olio, sala. Con 2 palette girale spesso fino a che saranno cotte ma ancora verdi e croccanti.

Sala l’acqua che bolle, e butta gli gnocchi, appena saranno tornati a galla sono pronti, è questione di minuti, stai pronta con la schiumarola e una bella ciotola grande per servire in tavola.

Raccogli un po’ di gnocchi, sistemali nella zuppiera e versaci sopra una parte degli zucchini e una di feta sbriciolata, poi gnocchi zucchini e feta, fino a che avrai finito i tuoi ingredienti..

Versa sulla ciotola le nocciole, il mezzo cucchiaio di olio rimasto e mescola i gnocchi con molta delicatezza.

Servili fumanti.

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Allora ci vediamo il 25 aprile per festeggiare i due anni con una bella torta (speriamo che mi riesca bene) e i tre vincitori :-)

lunedì 19 dicembre 2011

orecchiette con crema alle noci di Csaba

Questa ricetta fa parte di un menù di Natale Classico pensato dalla deliziosa Csaba. La ricetta originale (tratta da Merry Christmas Ed. Luxury Books) qui. Ely ci ha proposto di scegliere una ricette tra queste ( già è difficile) e di riproporla con una variazione personale…

Questa ricetta mi è piaciuta subito, le noci ora sono buonissime, e con le orecchiette non le avevo mai provate… Pensando alle noci mi è subito venuto in mente il gorgonzola, però noci + gorgonzola + mascarpone troppo buono… TROPPO! Troppo in tutti i sensi, soprattutto durante un pranzo di Natale dove le portate sono sempre tante :-)

orecchiette con crema alle noci di Csaba

Ho pensato che la Philadelphia sarebbe stata perfetta per fare diventare il gorgonzola soffice e spumoso, e rendere più leggero almeno al palato il piatto ;-)

Ho provata questa ricetta la settimana scorsa, e mio marito la chiede tutti i giorni, lo so che tutti i giorni non si può, ma ieri che era Domenica… ed è velocissima da preparare, e talmente buona che è perfetta anche a Natale!!!

orecchiette con crema alle noci di Csaba 

orecchiette con crema alle noci di Csaba

ingredienti (per 4 persone)

  • 340gr di orecchiette, fresche fatte a mano
  • 100gr di Phildelphia
  • 100gr di gorgonzola dolce
  • 120gr di gherigli di noci
  • sale e pepe
  • Parmigiano, per servire

 

Metti a bollire una bella pentola d’acqua, aggiungi il sale quando bolle.

Trita grossolanamente le noci, tieni da parte 4 mezzi gherigli per decorare, il resto tritale un po’ fini fini e un po’ grossolanamente.

Metti a cuocere le orecchiette.

In un pentolino, unisci la Philadelphia e il gorgonzola a pezzetti, 2 cucchiai di acqua di bollitura delle orecchiette e mescola fino a che si sarà formata una crema soffice e densa.

Scola le orecchiette, uniscile alle noci e alla crema di gorgonzola. Mescola con decisione, aggiungi una spruzzata di pepe e servile fumanti (il sale non dovrebbe servire, ma controlla non si sa mai).

Ricorda di appoggiare su ciascun piatto la noce che hai tenuto da parte ;-) Lascia sceglier ai tuoi ospiti se aggiungere o no il parmigiano.

 

Con questa ricetta partecipo al contest Quale menù per le feste? proposto da Nella cucina di Ely

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venerdì 16 dicembre 2011

brasato al barolo con polenta di Storo

Questa ricetta non è molto originale, anzi per niente… L’ho assaggiata la prima volta che mi sono trovata nelle langhe, devi sapere che oltre alla passione per la cucina, ho anche quella per il vino (sono sommelier, solo al primo corso, 1/3 della strada) e nei deliziosi crinali pieni di viti e tramonti mozzafiato, ho scoperto che il vino buono (scusa il gioco di parole) è buono sia da bere che da mangiare ;-)

Barolo

Il Barolo è un vino prezioso, e per me è preziosa questa ricetta, esce dal mio ricettario personale, quel libricino in cui scrivevo le ricette prima di avere un blog, ora non lo uso più ne ho uno pieno di appunti e post di amiche segnati da rifare, e idee che mi vengono, assaggiando questo o quello.

Il mio primo ricettario lo considero privato, con le ricette di famiglia, non che me le abbia tramandate tanta gente, purtroppo, ma sono quelle che ho sistemato e riprovato fino a farle diventare mie  e hanno accompagnato momenti molto importanti della mia famiglia… Per esempio, questa ricetta l’ho preparata la prima volta che i miei genitori sono venuti a mangiare nella mia casa nuova. (che emozione ancora oggi, io che invito a pranzo i miei genitori :-)

Domenica volevo coccolare mio marito, sposando una commerciante ci si ritrova nelle ultime due settimane prima di Natale con la casa deserta, il frigorifero vuoto, niente nel piatto e quando capita una moglie infreddolita e innervosita che gira per casa. Che fortuna è?

L’ho postata (e quindi resa pubblica) per Eleonora, ho riletto con cura il suo contest, ho capito cosa chiede, un piatto stufato cotto lentamente con cura e amore, (un stufato…ecco il mio è un brasato quindi finirò fuori gara e la vittoria non sarà mai la mia ;-) ma ci tenevo a fargli capire che ho capito cosa intendeva, e mi ha insegnato, forse lei non se ne è neanche accorta, che questa corsa contro il tempo questo volere leggere tutto e seguire tutti non serve a niente… Per le cose belle ci vuole il giusto tempo, bello lungo.

Per festeggiare il compleanno di Burro e Miele anche.

Per l’ultima Domenica da dedicare a mio marito anche.

Questa ricetta la dedico ad entrambi.

brasato al Barolo con polenta di Storo 

Questa ricetta, è una perla, ma parte dall’acquisto degli ingredienti, tutti da ricercare con cura mi raccomando !!! Ma è tanto facile quanto lunga da preparare… Quindi se devi fare bella figura è la ricetta giusta.

BRASATO AL BAROLO

ingredienti (per 4 persone)

  • 1,2kg di pernice di manzo ( meglio la punta, che è più tenera, frollita al punto giusto; se il tuo macellaio non ce l’ha, fattela procurare, non fare danni sbagliando il taglio della carne)
  • 1 bottiglia di Barolo (+ 1 da bere con il brasato ;-)
  • 50gr di burro
  • 1 bicchierino di cognac
  • brodo di verdura
  • 1 cipolla dorata grande
  • 2 spicchi di aglio
  • 2 canne di sedano
  • 1 carota
  • 5 chiodi di garofano
  • 2 bacche di pepe nero
  • 1 foglia di alloro
  • 1 rametto di timo
  • farina

Lava la verdura, pela la cipolla, taglia il tutto a tocchi grandi e mettili in una bella ciotola grande, aggiungi il tuo pezzettone di manzo, le erbe aromatiche, i chiodi di garofano e le bacche di pepe.

Coprite tutto con la bottiglia di Barolo, coprite la ciotola con la pellicola e mettetela a riposare nel frigorifero per 12 ore (se la carne non è del tutto coperta dal vino, girala di tanto in tanto).

Prendi una casseruola grande(quanto il tuo pezzo di manzo), trita fine  tutte le verdure, con il coltello, e mettile a rosolare con il burro nella tua casseruola, fino a che saranno leggermente dorate e la cipolla trasparente.

Filtra la marinatura, e ovviamente tienila a portata di mano. Prendi il manzo tamponalo con la carta da cucina, e infarinalo per bene da tutti i lati.

Quando le verdure con il burro saranno pronti, prendi il manzo infarinato aggiungilo alla casseruola e fallo rosolare per bene in tutte le direzioni, è il passaggio più importante, deve essere dorata da tutti tutti i lati, quindi con 2 palette, (non usare ne pinze ne forchette e nemmeno forchettoni) lasciala in una posizione 2-3 minuti, poi girala, io ho contato almeno 6 giri per passare dappertutto.

Ora che tutto è dorato aggiungi il cognac e lascialo evaporare tutto.

Bene ora è quasi fatta, aggiungi il Barolo della marinatura, che nel frattempo sarà diventato temperatura ambiente, tutto.

Metti il coperchio e lascia cuocere per 3-4 ore. Nel frattempo scalda il brodo e continua a controllare il tuo manzo, giralo di tanto in tanto e quando il vino comincerà ad evaporare e restringersi aggiungi un mestolino di brodo.

Ci vuole molta cura e attenzione, vedrai il tuo manzo rimpicciolirsi piano piano, ma in compenso la casa sarà completamente invasa dal profumo del brasato.

Quando è pronto, sistema la carne al caldo, io la metto in una teglia riscaldata, lo copro con un foglio di carta stagnola e lo infilo in forno con accesa solo la lucetta.

Il fondo di cottura del brasato sarà un sughetto denso e pino di pezzettini di verdura. Frullalo con il minipinner e se ti sembra troppo denso unisci un pochino di brodo.

Servi il Brasato al Barolo affettato con abbondante salsa sopra ad ogni fetta.

I miei appunti

A tutti piace la salsa del brasato liscia, passata con il minipinner, io invece l’adoro così al naturale con le verdurine super cotte intrise del sapore del Brasato e del vino, una volta puoi provarlo così!

 

brasato al Barolo con polenta di Storo

POLENTA DI STORO

Cosa c’entra Storo con le Langhe? Niente, Ma io questo piatto lo preparo sempre così, con la carne morbida e gustosa e la polenta rustica e dal sapore intenso di mais… e così ti spiego come si fa la polenta con la farina gialla di Storo… Che si fa come le altre (tranne le ultrarapide).

ingredienti (per 4 persone)

  • 500gr di farina gialla di Storo
  • 2lt di acqua
  • 2 cucchiaini di sale grosso

Metti a bollire in un  paiolo di rame l’acqua, se non ce l’hai usa un’altra pentola, appena bolle aggiungi il sale, e la farina di mais a pioggia, lentamente e mescolando continuamente con una frusta a mano, lasciala cuocere continuando a mescolare, quando sarà difficile, cambia la frusta con un bel cucchiaio lungo di legno. Continua così fino a che è cotta.

I miei appunti

Un trucco, a volte l’acqua non basta la polenta è densa ma non ancora cotta, quindi tieni un pentolino di acqua bollente a fianco del tuo paiolo così se ti capita aggiungerai un paio di mestoli di acqua.

 

Con questa ricetta partecipo al contest di Burro e miele, Lo Stufato che ha organizzato in collaborazione con Gualtiero Villa e teatro 7.

logo contest

martedì 29 novembre 2011

Spezzatino con castagne e birra e senape nel sacchetto.

Ovvero spezzatino alle castagne nel saccoccio homemade. L’idea mi è venuta qui, leggendo il bel post di Sonia questo qui. Avevo in previsione di fare questa ricetta in maniera tradizionale, ma mi sono detta, se fosse vero che se infilo i miei pezzetti di carne con i miei condimenti preferiti, in un sacchetto, lo chiudo in forno e lo lascio li 1 ora, quante cose posso fare nel frattempo :-)

Non ho niente in contrario con il saccoccio, io faccio la fruttivendola lo sai e gli aromi, spezie e erbe aromatiche mi piace scegliermeli da sola (deformazione professionale :-) ma ci sono dei sacchetti molto comodi, da anni in vendita di quella marca li… che fa tutte le pellicole del mondo, dai! hai capito! Io li usavo sempre per il pesce, poca puzza, niente da scrostare ma mi sono accorta che non te ne ho mai parlato.

Arriva Sonia con il suo post e eccoci qua:

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Ingredienti (per 2 persone affamatissime)

  • 500gr di cubotti di carne di manzo per spezzatino, io uso la pernice
  • 1 bicchiere di birra, dal sapore intenso
  • 2 cucchiai di senape di Digione
  • 2hg di castagne lessate e pelate
  • erbe aromatiche fresche, (rosmarino salvia timo alloro)
  • Un pizzicone di sale
  • pepe.

Accendi il forno a 180°, statico.

Prepara una teglia, puoi usare anche una bella di quelle che non vanno in lavastoviglie, tanto non si incrosterà e sarà però bella calda per tenere il tuo spezzatino al caldo una volta uscito da sacchetto.

Prendi un sacchetto adatto alla cottura al forno, versaci dentro tutti gli ingredienti, te li elenco, carne di manzo, 2 cucchiai di senape , le castagne, rosmarino,la birra, salvia e le altre erbe aromatiche che possiedi, aggiungi un pizzico di pepe e un pizzicone di sale (ci volevo mettere anche l’olio, ma me lo sono dimenticato ed era perfetto comunque, quindi io non lo metterei più!!!).

Chiudi il sacchetto con l’apposito legaccio. Appoggialo nella tua bella teglia da portata. Per motivi fotografici io ho lasciato il ciuffo in alto, ma è meglio se lo rovesci in modo che ti ritrovi il ciuffo sul lato.

Inforna per circa 1 ora. Se hai dei dubbi lascialo qualche minuto in più, è un tipo di carne che più cuoce più diventa tenera.

 

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Apri il sacchetto, ovviamente scotta, e rovesciala nella taglia di portata, elimina i rami di erbe aromatiche, e mescola per bene i pezzetti di carne e le castagne con il sughetto alla birra che si sarà formato.

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Servi immediatamente, se ti piace puoi aggiungere del purè soffice soffice. Ricordati di preparare delle fette di pane in abbondanza, con lo spezzatino ci vuole.

i miei appunti

Ovviamente con gli stessi ingredienti potrai cuocere il tuo spezzatino in maniera tradizionale, con una bella casseruola, aggiungendo un pochino di birra ogni volta che ti sembri evapori troppo.

 

Con questa ricetta partecipo al contest Dentro il riccio.

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mercoledì 15 giugno 2011

Pollo alla birra rossa e il basilico

Questa è una ricetta inventata da mia madre, già da piccola la carne non era certo il mio piatto preferito, ma con il sapore della birra  dolce e amara e con tanto rosmarino io ne ero pazza, dato che è una ricetta di famigli mi sono sentita di fare qualche piccola modifica, ho sostituito la birra quella rossa mi fa impazzire…e ho messo una montagna di basilico, il rosmarino è troppo invernale! E’ rimasta una ricetta molto semplice che puoi preparare in anticipo e riscaldare al bisogno…Che piace a tutti!

Pollo alla birra rossa e basilico

ingredienti (per 4 persone)
  • 4 cosce e 4 sovracosce di pollo, senza pelle
  • 1 birra rossa da 66cl
  • 1 grosso mazzo di basilico
  • 2 cucchiai di olio extravergine
  • 1 cipollotto grande con tutta la coda
  • sale e pepe

In un largo tegame fai rosolare i cipollotti tagliati a fette con tutta la coda e i due cucchiai di olio. Quando l’olio è ben caldo aggiungi il pollo e fallo rosolare su tutti i lati, quando è ben dorato aggiungi tutta al birra e metti il coperchio al tegame.

Lascia cuocere per 20-30 minuti, girando di tanto in tanto i pezzi di pollo, sala se necessario e controlla la cottura della carne, quando ti sembra giusta togli il coperchio e fai evaporare la birra, si formerà una deliziosa salsa dorata.

Appena prima di servire il pollo alla birra rossa aggiungi due manciate di basilico.E’ facile vero?


Con questa ricetta partecipo al contest La cucina tradizionale... di casa mia di La Cassata celiaca

banner contest Pedrini

venerdì 13 maggio 2011

Oggi cucina lui… per meeeeeee!!!!

Alcuni giorni fa passando come di abitudine ne Il Blog di Max mi accorgo che ha posticipato la fine del suo contest Oggi cucina lui ...per lei!!!…Allora penso menomale posso ancora partecipare e metto il suo bel  banner nel mio blog…Ma come faccio mio marito non cucina mai!!! 

Mi rassegno all’inevitabile. Invece piano piano in giro per la nostra casetta si sono cominciate a formare strane pile di ricettari e riviste di cucina in posti dove mai avrei immaginato, domande bizzarre senza contesto tipo “meglio un primo o un secondo?” magari intanto che guardavamo il TG e le affermazioni più bizzarre di sempre, ma come facciamo in tutti quei vasetti li a non avere il pepe lungo del bengala…Il pepe lungo???? Ma cosa succede??? Tu chi sei??? Esci dal corpo di mio marito!!!

Ebbene sì mio marito, Nicola, era stato colpito dalla sindrome del food blogger, appena visto il banner a deciso di partecipare al contest ma non con una ricetta semplicina come avrei gradito magari io chessò una vellutata con due crostini, ma con un secondo di pesce!!!

 Nicola

Il mio compito è stato di bassa manovalanza, e di fotografa, per una volta era lui ad lambiccarsi il cervello tra spezie e abbinamenti, e io ho solo dato un paio di consigli qua e la  e ho mangiato la sua preparazione veramente deliziosa…





Ora lascio la tastiera a mio marito non prima di ringraziare Max per questa occasione che ci ha lanciato…Mai avrei creduto fosse così divertente vedere mio marito nei miei panni, mi ha fatto fare anche qualche riflessione su questo nostro mondo dei blog. Metto molte foto del mio cuoco perché i suoi amici e colleghi mi hanno chiesto le prove…Mica scherzavo sul fatto che non cucina MAI ;-)

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PARTENDO DALLA LAGUNA…

La ricetta originale si chiama “Rana pescatrice fumegada” che Mario, ottimo gurmet e bravissimo cuoco, mi ha “venduto” come una ricetta del ‘700 veneziano; ma certo non potevo lasciarla immutata, altrimenti sarebbe stata la ricetta di Mario, quindi ho aggiunto un purea di carote e curry rosso e una crema di fave alla maggiorana; quindi partendo dalla laguna siamo arrivati in città.

Partendo dalla laguna...


Ingredienti per 4 persone
  • 400 gr di coda rospo privata dell’ osso
  • 150 gr di pancetta affumicata
  • 600 gr di fave
  • 500 gr di carote
  • 1 mazzetto di maggiorana
  • curry rosso
  • olio extra vergine d’oliva
  • burro chiarificato
  • 80 gr panna fresca
  • 1 spicchio d’aglio
  • farina
  • sale di maldon e sale grosso
Pulite le fave togliendole dal bacello e rimuovendo la buccia interna sottile che le rende amare. Pelate le carote e riducetele in tocchetti di 3 cm circa.

In un pentolino fate lessare le carote in acqua bollente e salata fino a quando saranno cotte ma ancora sode, poi passatele al minipinner aggiungendo una presa di sale di maldon, un cucchiaio d’olio extra vergine d’oliva e un cucchiaino di curry rosso, se il composto vi rimane un po’ grumoso potete allungarlo con un paio di cucchiai di acqua di bollitura delle carote; il purea di carote è pronto, sarebbe meglio tenerlo in caldo.

Fate scottare le fave in un pentolino di acqua salata bollente, basteranno pochi minuti in modo da mantenere il colore brillante. Passatele poi al minipinner con un cucchiaio d’olio etra vergine d’oliva un ciuffetto di maggiorana, una presa di sale di maldon e un paio di cucchiai du acqua di bollitura delle fave; la crema è pronta.

Fate dei medaglioni dello spessore di 2 cm con la coda di rospo e avvolgeteli ben stretti con un paio di fette di pancetta affumicata. cuoceteli ora al vapore per 5 minuti.Una volta cotti infarinateli da tutti i lati.

In una padella antiaderente a fondo piatto fate scaldare due noci di burro chiarificato con un spicchio d’aglio, quando il burro è caldo fate dorare i medaglioni di coda di rospo da entrambi i lati facendo attenzione mentre li girate in modo da non farli “smontare”, all’ ultimo momento aggiungete la panna fresca al fondo di cottura.

PArtendo dalla laguna...

Impiattate i medaglioni di coda di rospo con il purea di carote e la crema di fave giocando con i colori. Servite caldi.

Con questa ricetta partecipo al contest Oggi cucina lui... per lei de Il blog di Max

contest oggi cucina lui per lei

domenica 13 marzo 2011

Sauté di molluschi e carciofi su polenta grigliata

 

Questo piatto è un omaggio a Venezia, una delle città a me più care, contesto di alcuni dei miei più bei ricordi; mi piace così tanto che cerco di andarci almeno una o due volte l’ anno… per molti motivi, tra i quali la cucina!!!!

Un paio di giorni fa, navigando per la blogosfera mi sono accorta di questa incredibile opportunità che tra i magnifici premi offre un motivo in più per visitina… ;-)

Venezia nel piatto

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Era richiesto di utilizzare prodotti tipici e, nel poco tempo che mi è rimasto (il contest scade oggi!!) non sono riuscita a procurarmi i carciofi di Sant’Erasmo, che figura!!! Proprio io, una fruttivendola :-((

In un paio di giorni però sono riuscita comunque a pensare ad una ricetta per rendere omaggio a questa meravigliosa città, reperiti tutti gli altri ingredienti  necessari e dopo una mattinata a spurgare molluschi sono pronta a presentarvi il mio capolavoro…O almeno spero che così vi sembri ;-)

Sauté di molluschi e carciofi su polenta grigliata

ingredienti (per 4 persone)

  • 500 gr di polenta fredda, a fette
  • 500gr di vongole veraci, spurgate caparòssoli
  • 4 carciofi violetti di Sant’ Erasmo
  • 2 cipolle di Chioggia
  • 300 gr di cannolicchi, spurgati capelònghe
  • 10 cicale canoce
  • 300 gr di fasolari, senza la sacca della sabbia
  • 400gr di cozze peòci
  • 300 gr di coda di rospo
  • prezzemolo parsemolo
  • olio extra vergine di oliva
  • sale

La prima cosa da fare è aprire le vongole… in un tegame con un cucchiaio d’ olio e uno spicchio d’aglio versate le vongole e mettete il coperchio, agitate di tanto in tanto il tegame finchè le vongole si saranno aperte, filtrate il liquido di cottura e lavate la padella dalla sabbia; seguite lo stesso procedimento per le cozze ma non tenete il liquido di cottura.

In una padella antiaderente fate rosolare le cipolle tagliate a fette sottili finchè diventeranno trasparenti, aggiungete i carciofi a fettine, la coda di rospo a pezzettini e l’acqua delle vongole, mettete il coperchio e lasciate cuocere finchè i carciofi siano cotti ma ancora sodi.

Ora aggiungete ai carciofi i cannolicchi, i fasolari e le cicale, attendete un paio di minuti e inserite nel tegame anche vongole e cozze. Spegnete la fiamma e mettete il coperchio.

Grigliate la polenta e servitela a fianco del sauté di molluschi e carciofi fumante, guarnite con del prezzemolo tritato spolverizzato.

Un trucco… se quando acquistate le cicale ne trovate alcune troppo piccole per essere mangiate comodamente, incidetele nella “pancia” e aggiungetele all’ inizio della cottura del vostro sugo di pesce, alla fine risulterà con una marcia in più!!

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Venezia è speciale… Calli, Canali, Campi….. ma soprattutto ombre e cicheti, il mio passatempo preferito è “perdermi” per il labirinto di calli e scoprire dietro l’angolo un Campiello con un bacàro che mi attende per uno spuntino…

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Sarò più chiara il bacaro è un osteria, l’ ombra un bicchiere di vino e il cicheto un finger food.

Vista la mia passione ho trovato un modo per modificare il mio piatto in cicheto….

Togliendo tutti gusci delle conchiglie e mettendo i molluschi e una fettina di carciofo su dei quadratini di polenta grigliata si otterranno dei perfetti finger food.

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Con questa ricetta partecipo anche al contest Piatti unici di Burro e miele

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